L’Associazione Nazionale Consumatori – Difesa Risparmiatori interviene a tutela degli investitori che abbiano acquistato obbligazioni Astaldi.

In considerazione delle numerose segnalazioni ricevute, fin dall’inizio abbiamo attuato un intenso approfondimento tecnico-giuridico della vicenda, avvalendoci dei migliori giuristi ed analisti finanziari, al fine di individuare le soluzioni più efficaci per il recupero delle ingenti perdite subite.

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSUMATORI, DIFESA RISPARMIATORI, UNIONE AZIONISTI E OBBLIGAZIONISTI – ITALIA CONSUMATORI, è costituita quale associazione di consumatori, risparmiatori e utenti. Essa esercita in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. L’Associazione esercita, con ogni mezzo legittimo – perseguendole quali finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale – attività di promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti, ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. w), del D.lgs. 3 luglio 2017, n. 117.

Ora è il momento di agire

Gli investitori che hanno subito perdite in relazione ad obbligazioni Astaldi possono intraprendere due  iniziative a tutela dei propri diritti:

  1. il ricorso all’Arbitro per le Controversie Finanziarie;
  2. l’azione dinanzi al giudice civile.

Il ricorso all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (www.acf.consob.it)

L’Arbitro per le Controversie Finanziarie – istituito dalla Consob con la delibera n. 19602 del 4 maggio 2016 e attivo dal 9 gennaio 2017 – è un organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra risparmiatori ed intermediari, insorte nell’ambito della prestazione dei servizi d’investimento.

Gli investitori possono presentare ricorso all’ACF qualora ritengano che siano stati violati dall’intermediario gli obblighi di diligenza, correttezza, trasparenza e informazione previsti dal decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo Unico della Finanza – TUF) e dai relativi provvedimenti attuativi e che ciò abbia, ovviamente, procurato loro un danno.

L’ACF appartiene alla famiglia dei cd. ADR (Alternative Dispute Resolution) a cui è affidato il compito di assicurare rapida ed agevole soluzione alle controversie tra consumatori e professionisti, in modo tendenzialmente gratuito e al di fuori delle aule di tribunale.

L’ACF si propone, dunque, quale strumento efficace e di rapida soluzione delle controversie in materia di investimenti finanziari.

Il procedimento dinanzi all’ACF si caratterizza per la maggiore celerità rispetto ad un ordinario giudizio civile; non sono dovute spese per notifiche, contributi di giustizia o bolli.

L’ACF può valutare se, nel caso concreto, l’Istituto bancario o altro intermediario tramite il quale sono stati acquistati i titoli ha rispettato gli obblighi imposti dalla legge; se, in particolare, ha fornito tutte le informazioni circa le caratteristiche dei titoli e gli avvertimenti circa la loro eventuale inadeguatezza in relazione al profilo di competenza, di esperienza e di rischio del singolo investitore.

Si tratta, come è evidente, di una valutazione che non può avere una portata generale ma che deve essere compiuta caso per caso, previa attenta analisi della specifica situazione di ciascun investitore.

Può ricorrere all’ACF anche chi abbia acquistato gli strumenti finanziari on-line e di propria iniziativa.

In caso di accoglimento del ricorso, l’ACF può condannare l’Istituto bancario o l’altro intermediario tramite il quale sono stati acquistati i titoli al risarcimento integrale del danno subito.

In caso di esito negativo, non si applica il principio di soccombenza e pertanto il ricorrente – investitore non può essere condannato al pagamento delle spese legali della parte avversaria. Inoltre, qualora non fosse soddisfatto della decisione dell’ACF, il ricorrente potrà – in ogni caso – valutare di far valere la propria istanza  dinanzi al giudice civile.

Dati statistici: il 65% dei ricorsi sono stati accolti (ACF – Relazione sull’attività svolta – Anno 2020).

Attenzione! Negli ultimi tempi si sono moltiplicate le proposte di assistenza legale basate su ricorsi seriali e standardizzati che hanno scarse probabilità di successo. I nostri ricorsi sono invece rigorosamente individualizzati e fondati sulla giurisprudenza dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie sulle obbligazioni Astaldi, al fine di incrementare le prospettive di accoglimento del ricorso.

L’azione risarcitoria dinanzi al giudice civile

Il ricorso all’ACF può essere intrapreso per perdite fino a 500.000 euro: per importi  superiori è necessario attivare un procedimento di mediazione e, qualora non si raggiunga alcun accordo, intraprendere un’ordinaria causa civile per ottenere il risarcimento.

La causa civile può essere intrapresa anche in alternativa rispetto all’ACF o qualora, all’esito del procedimento, l’ACF abbia pronunciato una decisione non soddisfacente.

Come procedere

Per chi fosse interessato alla causa civile, su richiesta, dopo uno studio preliminare della posizione, sarà redatto un preventivo personalizzato.

Per la procedura dinanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie sono invece previste delle modalità di adesione standardizzate.

Per aderire alla nostra iniziativa è previsto il versamento di una quota di partecipazione e di una quota sul risultato, calcolata sull’importo effettivamente recuperato (nel caso in cui nulla sia ottenuto all’esito delle iniziative intraprese, nulla sarà dovuto oltre alla quota iniziale).

Sono previste in proposito cinque opzioni, tra le quali l’aderente all’iniziativa potrà liberamente  scegliere:

OpzioneQuota di partecipazioneQuota sul risultato
A€ 019%
B€ 35015%
C€ 50010%
D€ 7505%
E€ 15000%

Il nostro intervento include lo svolgimento, per il tramite di un legale a tal fine designato, della procedura dinanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie. Comprende inoltre l’eventuale richiesta della documentazione necessaria all’intermediario finanziario depositario per una prima valutazione del caso e per lo svolgimento delle procedure.

Trattandosi di procedure individuali, le procedure dinanzi all’ACF vengono svolte secondo l’ordine cronologico di adesione da parte di ciascun investitore. E’ quindi importante comunicare il proprio interesse il prima possibile per acquisire una priorità nello svolgimento della procedura.

Gli aderenti all’iniziativa potranno inoltre di beneficiare – se lo desiderano – di ulteriori vantaggi quali:
• consulenza legale gratuita su altro tema di proprio interesse;
• informazioni e analisi gratuite via e-mail su azioni e obbligazioni italiane ed estere;
• approfondimenti gratuiti sui mercati delle materie prime;
• accesso al corso gratuito “Le migliori strategie di investimento e di trading”.

Per eventuali informazioni di carattere generale, o per chiedere di essere contattati telefonicamente, è possibile inviare un’email all’indirizzo astaldi[chiocciola]difesaattiva.it; eventuali quesiti di carattere tecnico-giuridico possono essere rivolti all’indirizzo ufficiolegale[chiocciola]difesaattiva.it

Referente dell’iniziativa

Il referente dell’iniziativa è l’Avv. Francesco Corfiati. Laureato con il massimo dei voti e lode all’Università di Bologna, con tesi su “Le azioni degli enti esponenziali a tutela degli interessi collettivi e diffusi”, è stato membro del Collegio Superiore dell’Ateneo. Ha conseguito un Master in Diritto costituzionale europeo ed ha svolto attività di ricerca universitaria all’estero; autore di pubblicazioni accademiche, ha partecipato a convegni internazionali in qualità di relatore. Avvocato, nell’ambito della propria attività professionale si occupa prevalentemente di diritto bancario e finanziario.

Tutela gli interessi degli investitori nei più importanti processi per reati bancari-finanziari in Italia (Tribunale di Milano – caso Mps; Tribunale di Milano – caso diamanti da investimento; Tribunale di Vicenza – caso Banca Popolare di Vicenza; Tribunale di Treviso – caso Veneto Banca; Tribunale di Bologna: caso Bio-on; Tribunale di Ancona – caso Banca delle Marche; Tribunale di Roma – caso Banca Carige; Tribunale di Roma: caso PWC; Tribunale di Bari – caso Banca Popolare di Bari).

Richiedi informazioni gratuitamente e senza impegno compilando il modulo sottostante: